All'inizio del 2026 l'attività economica è rimasta modesta. Nel primo trimestre del 2026 l'economia ha registrato una contrazione dell'1,1% su base annua, mentre su base trimestrale il PIL si è stabilizzato (0,0% su base trimestrale, dati destagionalizzati), dopo il forte calo registrato nel quarto trimestre.
Le pressioni inflazionistiche hanno continuato a intensificarsi. A maggio l’indice dei prezzi al consumo (IPC) ha registrato un’ulteriore accelerazione, attestandosi al 10,85% su base annua, in aumento rispetto ad aprile, mentre l’inflazione mensile si è attestata allo 0,58% su base mensile, indicando la persistenza di pressioni sottostanti nonostante una certa moderazione nel ritmo di crescita.
Il disavanzo di bilancio ha raggiunto l'1,75% del PIL a maggio (in termini di cassa), quasi la metà del dato dello scorso anno (-3,35%). Allo stesso tempo, il clima di fiducia economica si è indebolito in modo più evidente, con l'indicatore di fiducia sceso a 83,5 a giugno, ben al di sotto della sua media a lungo termine, segnalando un peggioramento delle aspettative.
Il tasso di cambio EUR/RON ha continuato a registrare un leggero deprezzamento, raggiungendo una media di 5,24 a giugno, rispetto al 5,23 di maggio, a indicare il persistere di pressioni sui mercati valutari. La Banca Nazionale di Romania (NBR) ha mantenuto il tasso di riferimento al 6,50%, mentre il ROBOR a 3 mesi è sceso leggermente al 5,84% a giugno, a conferma di condizioni di liquidità relativamente stabili.
La posizione esterna mostra i primi segnali di aggiustamento. Il disavanzo commerciale rimane elevato, attestandosi a 10,81 miliardi di euro nei primi quattro mesi, ma si è ridotto rispetto all’anno precedente (-7,0% su base annua).


