Ömer Tetik, CEO di BT: Il capitale che non compare direttamente in bilancio: l'educazione finanziaria
Ömer Tetik, amministratore delegato della Banca Transilvania, ha rilasciato un’intervista alla rivista Financial Intelligence nell’ambito del progetto editoriale «L’educazione finanziaria: il miglior investimento su te stesso», realizzato in collaborazione con la Banca Transilvania. L’intervista completa è disponibile qui di seguito:
Banca Transilvania è impegnata da molti anni in progetti di educazione finanziaria. Perché ritenete che l’educazione finanziaria rappresenti un investimento strategico sia per la società che per il sistema bancario?
L'educazione finanziaria non significa solo capire come funzionano i soldi, ma anche essere in grado di prendere decisioni migliori per la propria vita. Ogni decisione finanziaria consapevole si traduce in maggiore indipendenza per le persone, maggiore fiducia per gli imprenditori e un'economia più forte per la Romania.
Una società con un livello più elevato di educazione finanziaria prende decisioni migliori in materia di risparmio, credito, investimenti e pianificazione del futuro. E questo contribuisce ad aumentare la prosperità personale, ma anche quella delle comunità.
Dal nostro punto di vista, in quanto banche, l’educazione finanziaria significa clienti più informati, che comprendono meglio i prodotti, i servizi e le applicazioni e che gestiscono le risorse in modo più responsabile. L’educazione finanziaria ha un impatto che va oltre il settore bancario, poiché sostiene l’imprenditorialità, incoraggia gli investimenti, aumenta il livello di inclusione finanziaria e contribuisce allo sviluppo di comunità più resilienti.
Come è cambiato il livello di educazione finanziaria dei rumeni nell’ultimo decennio e quali sono, dal vostro punto di vista, le sfide più grandi che restano da superare?
La Romania ha compiuto grandi progressi negli ultimi dieci anni. Si registra un crescente interesse per le soluzioni di investimento e – di pari passo con il loro sviluppo – per le soluzioni finanziarie digitali. D’altra parte, sempre più persone si chiedono come gestire al meglio il proprio denaro, come costituire un fondo di riserva o come valorizzare e diversificare i propri risparmi. Ciò denota un cambiamento di mentalità, e sono proprio i cambiamenti di mentalità a generare trasformazioni durature.
Le sfide sono ancora notevoli. Non basta avere accesso alle informazioni: è importante tradurre in decisioni concrete comportamenti finanziari sani. Un’altra sfida è rappresentata dalla rapidità con cui cambia il mondo finanziario. La digitalizzazione, i nuovi metodi di pagamento, gli investimenti e l’accesso alle informazioni creano opportunità straordinarie, ma richiedono anche nuove competenze. Per questo motivo, possiamo affermare che l’educazione finanziaria non è più un vantaggio, ma una competenza, proprio perché non si misura in base al numero di concetti finanziari che conosciamo, bensì in base a quanto siamo preparati a prendere decisioni oculate. Oltre a contribuire alla creazione di una società più prospera, contribuiamo a formare una società più fiduciosa e più ottimista.
Come si può stimolare lo sviluppo di una cultura del risparmio e degli investimenti a lungo termine in una società in cui il consumo immediato è spesso incoraggiato?
Dobbiamo trovare un equilibrio. Le persone hanno bisogno di godersi i frutti del proprio lavoro oggi, ma anche di garantirsi una sicurezza per il domani. La cultura del risparmio inizia con l’educazione finanziaria, ma prosegue attraverso esempi concreti e l’accesso a soluzioni semplici. Più il risparmio e gli investimenti diventano accessibili, facili da comprendere e integrati nella vita quotidiana, più persone li adotteranno come abitudini.
Sarebbe opportuno cambiare la nostra visione del risparmio. Risparmiare non significa rimandare la vita, ma costruirsi una maggiore libertà di scelta per il futuro. E gli investimenti sono un modo attraverso il quale ognuno può contribuire alla propria prosperità, ma anche a quella della famiglia, della comunità e della società.
Le aziende che accumulano capitale hanno la capacità di investire di più, innovare di più e crescere più rapidamente. I consumi ci aiutano a vivere il presente, mentre il risparmio e gli investimenti ci aiutano a costruire il futuro. Le economie forti riescono a fare bene entrambe le cose.
Quali sono gli errori finanziari più comuni che osserva tra gli imprenditori alle prime armi e come possono essere prevenuti attraverso l’educazione finanziaria?
Gli imprenditori agli esordi hanno, di norma, coraggio ed energia. Ciò che a volte manca è l’esperienza necessaria per trasformare una buona idea in un’attività sostenibile. Uno degli errori più comuni è concentrarsi esclusivamente sulla crescita – possibilmente molto rapida – e troppo poco sulla resilienza. Ci sono imprenditori che investono tutte le risorse nello sviluppo, senza pensare a riserve finanziarie per i periodi più difficili. E nel mondo degli affari, la liquidità è importante tanto quanto la redditività.
Un’altra sfida è rappresentata dalla mancanza di una pianificazione finanziaria a lungo termine. Gli imprenditori conoscono sicuramente molto bene i propri prodotti, l’offerta, il mercato e i clienti, ma a volte sottovalutano l’importanza del flusso di cassa, della struttura dei costi e della diversificazione delle fonti di finanziamento. Spesso il successo di un’impresa dipende dalla capacità di gestire le risorse finanziarie nei momenti di crescita e di volatilità, piuttosto che dalla qualità dell’idea. Certo, un’idea valida dà il via a un’impresa, ma è la disciplina finanziaria che le permette di resistere e di crescere.
Qual è il ruolo delle partnership tra banche, autorità, mondo dell’istruzione e settore privato nell’innalzare il livello di educazione finanziaria in Romania?
L'educazione finanziaria non può essere sviluppata da una sola istituzione o azienda. Si tratta di uno sforzo comune, e i progressi concreti si registrano quando le banche, le autorità, il mondo dell'istruzione e altre aziende si assumono insieme la responsabilità di preparare le persone a prendere decisioni finanziarie più oculate.
Le banche dispongono delle competenze pratiche e del contatto diretto con milioni di clienti, le autorità possono definire il quadro normativo e le strategie nazionali necessarie, le scuole e le università formano competenze a lungo termine, mentre il settore privato contribuisce con risorse e programmi dedicati ai dipendenti e alle comunità. Ciascuna di queste componenti è importante, ma il vero impatto si manifesta quando collaborano tra loro.
Quale messaggio vorreste trasmettere ai giovani che oggi iniziano il loro percorso professionale e finanziario e che desiderano costruirsi un futuro basato su decisioni finanziarie oculate?
L'educazione finanziaria è uno degli investimenti più preziosi che possano fare su se stessi. Nei primi anni di carriera, la differenza non sta necessariamente in quanto guadagni, ma in quanto sei bravo a gestire ciò che guadagni. Le abitudini finanziarie che sviluppi durante l’infanzia, ma anche a 20 o a 30 anni, influenzano le tue opinioni e la tua libertà negli anni a venire.
Oggi i giovani hanno accesso a più informazioni, strumenti e opportunità rispetto a qualsiasi generazione precedente. Ma, allo stesso tempo, sono esposti a un numero molto elevato – troppo elevato, a mio avviso – di decisioni finanziarie, dalla scelta di una carta di credito ai prestiti, agli investimenti, fino alla pianificazione della pensione privata. Li incoraggio a essere curiosi, a cercare informazioni, a porre domande, a imparare costantemente e a non prendere decisioni senza comprenderne le conseguenze a lungo termine.
Un altro consiglio è quello di avere pazienza, perché al giorno d’oggi si pubblicizzano risultati immediati, ma la prosperità finanziaria va costruita, richiede tempo e comporta disciplina, risparmio, investimenti e decisioni coerenti. Inoltre, consiglio loro di investire anche nelle proprie competenze.